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Chi "IO SONO".

 

 

I AM è un collettivo di liberi professionisti, fondato dagli Architetti Marco Mangiamele e Domenico Maiello nel Novembre 2019. 

 

Il Progetto I AM nasce dopo lunghe e meditate riflessioni sulla situazione professionale e socio-culturale della società in cui viviamo e cerca di porre l’accento su alcune questioni che si ritengono di grande importanza in risposta alle problemamtiche attuali. 

 

Seppur provenienti da esperienze eterogenee in svariati campi (dalla Progettazione ex novo di abitazioni al Progetto di arredo d’interni, dal Progetto di Allestimenti museali all’insegnamento nelle Facoltà di Architettura) i due giovani Architetti, sin dai tempi in cui erano compagni di Corso presso la Scuola di Architettura del Politecnico di Milano dalla quale uscirono entrambi con Lode, hanno sviluppato una forte consapevolezza verso un rinnovato Significato del Fare nella Professione dell’Architetto. 

 

In un’epoca di grandi cambiamenti sociali ed ambientali, crediamo possa essere la Cultura a giocare un ruolo chiave in questa partita contro il tempo. La Cultura è intesa come elemento che genera consapevolezza del mondo che abitiamo e ne sviluppa un intimo e personale sentimento di rispetto e coevoluzione. 

 

La ricerca intensa e continua di I AM è motivata da una costante volontà di autoformazione e reciproca educazione attraverso riflessioni in merito le questioni che riguardano il Progetto di Architettura e l’abitare contemporaneo.

Perche "IO SONO".

I AM è l’acronimo di Italian Architecture Makers. La volontà nasce dalla necessità di tornare a “fare” concretamente Architettura, intesa nella sua duplice valenza di Arte al servizio delle questioni “indominabili” (Archè) sorretta da leggi propriamente fisiche (Technè). 

 

La volontà quindi di “fare cultura” attraverso il Progetto come strumento di comunicazione, di ricerca e di formazione, sia personale sia rivolta ai clienti e a chi ci legge e osserva. La tripartizione del nome non è casuale e sottende ad una complessità di significati: I Intesa nella triplice valenza di IO psicologico, IO astrologico e IO mitologico; A Intesa nella doppia valenza Archè-Technè; M Intesa nell’univoco significato di Fare come risultato e sintesi massima di una complessità non percepibile se non dall’interno delle cose.

 

 

Missione.

 

 

Studiare e Compredere richiede sempre un enorme sforzo, sia in termini temporali che di volontà. Importantissimo in questo caso è l’uso delle parole e dei loro significati. Viviamo in un tempo in cui sia le immagini sia le parole sono abusate e poco ponderate. I significati si assottigliano come la profondità della loro percezione. Dai fast food alle fast image e infine alle fast words, tutto si alleggerisce e perde quella pesantezza propria delle questioni che sottendono la vita. 

 

Tale leggerezza, seppur obbligata in un mondo iper-complesso, produce uno scollamento dalla realtà e da sè stessi. La volontà di I AM è quella di ripensare l’abitare come un momento di ritorno a Sè. Il Progetto di Architettura diventa quindi momento di introspezione reciproca tra progettisti e utenti arrivando a mettere ordine sulle questioni del “IO SONO, quindi...”

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La parola IO rappresenta con grande intesità il senso del progetto I AM.
Le due vocali, combinate tra loro, danno vita ad una grande quantità di riferimenti, rimandi e significati.


IO astronomico.
Il satellite naturale di Giove è uno dei corpi celesti più densi del sistema solare e, con i suoi numerosi vulcani è anche il più attivo sotto il profilo geologico.


IO filosofico.
Sottende al principio di soggettività dell’attività di pensiero che è alla base della stessa riflessione filosofica.


IO psicologico.
Rappresenta quella struttura psichica deputata ai rapporti con la realtà, sia interna che esterna, gestendo gli stimoli ambientali, costruendo la consapevolezza.

 

 

In questo contesto la ricerca di I AM rappresenta un movimento in controtendenza che riporta l’attenzione del Fare Architettura sulla figura dell’Uomo-abitante come fulcro e generatore dello spazio.


Io Sono rappresenta una provocazione verso un mondo di ambiguità che tende alla omologazione delle masse contro il pensiero soggettivo, alla frivolezza e superficialità contro la riflessione e approfondimento.


Io Sono tende ad un nuovo umanesimo in cui il Progetto di Architettura diviene atto culturale prima che esperienza costruttiva, un atto di riflessione sull’abitare contemporaneo ponendo al centro i bisogni e la sicurezza dell’uomo. Bisogni e Sicurezza che oggi si rivelano essere anche in contraddizione con una inesorabile tensione alla auto-distruzione.

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